mercoledì 27 febbraio 2013

Episodio 1x01 - Nessuna appartenenza









Prologo:




                                                



50 anni fa venne fondata in gran segreto la Perfect and Changing Corporation.  I membri che ne facevano parte, avvocati, presidenti, finanzieri, scienziati, giudici, uomini dalle infinite risorse finanziarie e intellettive, impiegati in ogni aspetto della vita sociale, si riunirono per stabilire le finalità ultime del loro piano.
L’obiettivo principale era quello di duplicare perfettamente il pianeta Terra. Impiantarono nello spazio, parallelamente alla Terra, delle basi di sostanze liquefatte contenute in dei tubi d’acciaio inossidabili invisibili; erano visibili soltanto attraverso i satelliti della PCC. La dottoressa Khan era responsabile del progetto e della spedizione: era lei che era riuscita a creare la terra in miniatura, priva però delle molecole Dna, Rna e Tna che permettono la comparsa di esseri viventi.
Venne riprodotto un minuscolo Big Bang, i tubi vennero sganciati, il liquido si innescò e la nuova Terra cominciò a formarsi.
 La grande rivoluzione consisteva nel fatto che il pianeta liquefatto seguiva lo stesso procedimento di formazione della Terra, ma ad una velocità incredibile. All’inizio si pensò che quella scoperta dovesse essere utilizzata per seguire dettagliatamente il cambiamento della Terra e dunque avrebbe consentito di scoprire la sua fine. Il satellite avrebbe mostrato nel laboratorio della PSC per filo e per segno il procedimento di evoluzione.
Quando questo venne fatto, ci si accorse però dell’ inutilità del progetto. Era impossibile comparare gli esiti di progresso di quel pianeta ( denominato Psyco ) con la Terra, semplicemente perché esso era vuoto. Non era stato vittima dei peggiori disastri ambientali che gli uomini avevano creato. Non esisteva il buco dell’ozono, non c'era nessuna pioggia acida o effetto serra.
                                   Era Un Paradiso Terrestre disabitato.

Il Presidente della PCC di allora, grande scienziato e soprattutto uomo umanitario, Carl Junger, venne sostituito da Paul Lavin, francese, ricco finanziere i cui guadagni si attestavano sul miliardo di dollari netto al minuto.
Egli riunì tutti i membri e parlò loro chiaramente sulle direzioni che da lì a poco la PCI avrebbe seguito.
Il manifesto che ne venne fuori fu capace di rivoluzionare interamente la storia dell’umanità fino ad allora creata.


- Sappiamo che la Terra non può più sopportare il carico di gente che la abita. Bisogna assolutamente che Psyco venga colonizzato e abitato. Non avrebbe senso creare nuove forme di vita, quando possiamo utilizzare forme di vita preesistenti. Gli esseri umani della Terra, per l’appunto. Ho delle idee rivoluzionarie: dobbiamo evitare che accada quello che la Terra sta vivendo. Dobbiamo creare degli esseri perfetti, capaci di essere autosufficienti. Non dovranno conoscere il significato della parola “inquinamento”. Dovranno essere tutti vegani, mangiare le capsule sostanzillius che vi annuncio felicemente di aver portato a compimento – La dottoressa Khan, che era accanto a lui, tirò fuori una capsula di plastica, premette un piccolo pulsantino, attese 1 minuto e al termine un suono si diffuse per tutta l’aula. Prese un piatto, aprì la capsula e sul piattino cadde ordinatamente della pasta con polpette e sugo.
- Il tutto è altamente liofilizzato, a lunga conservazione, e le polpette che vedete sono state create in laboratorio dalla signorina Khan che ancora una volta è riuscita a stupirci. Sono più sane di tutta quella robaccia che ci ritroviamo a mangiare oggi giorno ovunque -

Poi li guardò seriamente, uno per uno, negli occhi, ed esclamò solennemente – Ma soprattutto, non dovranno più essere capaci di creare guerre.

La riunione durò ore e i dibattiti furono molteplici. Dubbi e ipotesi nacquero, ma il consenso si diffuse presto così che ogni dissenso venne a scemarsi immediatamente. Levin riusciva  ad attirare tutti a sé, era affascinante e carismatico, capace di dire sempre la cosa giusta.
Alla fine dell’assemblea ci fu un applauso generale e si procedette subito con i preparativi per la missione. Venne creata la prima città e vennero comprate per
10.000.000.000 di dollari 100 cavie in tutto il mondo. Infatti un ramo della Corporazione si occupava di prendere i bambini che i genitori, invece di abbandonare o abortire, decidevano di dare, consci del progetto che stava per essere messo in atto. I neonati Avevano pochissimi anni di vita, 2 o 3 al massimo.
Il contratto che le famiglie firmarono era chiaro e conciso: la PCC avrebbe trattenuto la prole per tutto il tempo che avessero voluto, senza poter opporre nessuna resistenza. Così le giovanissime cavie vennero portate via su Psyco. Qui vennero allevate nel benessere, nella gioia e nella serenità più totale. Le badanti soddisfacevano ogni loro piccolo desiderio.
Due volte a settimana venivano portati all’Hospital, luogo in cui venivano esaminati attentamente. Un set esperto di medici lavorò ininterrottamente per 2 anni. Studiò ogni singolo corpo, acquisì l’utilizzo di nuove tecniche chirurgiche e realizzò macchinari sofisticatissimi e costosissimi.
Si procedette all’operazione.
Qualcosa andò storto, le cavie erano state potenziate ma non come elencato sul piano segreto denominato “ PCO Perfect Changing Operation”.

Le cavie trasformate erano bellissime, avevano qualità superiori alla media, intelligenza artificiale superiore ai computer della NASA, caratteristiche fisiche incredibili. Erano capaci di resistere al gelo senza mai intirizzirsi. Potevano smettere di mangiare e bere senza nessuna conseguenza visibile. Potevano limitarsi a leggere un articolo per immagazzinarlo completamente e non scordare mai più l’informazione acquisita. Riuscivano a raggiungere la perfezione in ogni campo: Arte, Musica, Cinema, Sport. Ma qualcosa era andato storto : le cavie presentavano ancora stati emotivi che gli consentivano di provare sentimenti come gelosia, odio, sofferenza. Erano ancora capaci di provocare GUERRE. Il piano della PCC fallì, le cavie tornarono ai legittimi genitori. Non tutti i però vollero accogliere nuovamente la propria prole in casa, o altri genitori erano impossibilitati a farlo,  quindi si cercarono delle soluzioni alternative. Ognuno, in un modo o nell’altro, venne restituito alla Terra Originaria, ma avrebbe però continuato a vivere nel suo nuovo corpo Perfetto. Qual era il loro posto? A cosa appartenevano esattamente? Alla Terra o a Psyco?

FINE PROLOGO

INIZIO PRIMO TEMPO

13 ANNI DOPO

Emma si guardava attorno, incredula. Stavolta era veramente la fine, quella che si era sempre prospettata sin dall’inizio dei giorni e che lei aveva ostinatamente rimandato.
Sapeva che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato, ma in cuor suo non ci aveva mai realmente creduto. Aveva scacciato l’idea come se non le appartenesse, come se avesse a disposizione ancora tutto il tempo del mondo prima di poter prendere in seria considerazione la cosa.

Camminava silenziosamente tra i campi di frumento, mille flashback nella sua testa: la prima volta che lo aveva visto, di sfuggita, a scuola. La prima volta che si decise a parlargli, e poi solo sorrisi sfocati, una casa in campagna, un abbraccio e un bacio, il più dolce dei baci.

La casa del suo flashback divenne realtà, si stanziava proprio davanti a lei, possente, irremovibile. Mattoncini rossicci, un po’ rovinati, e gigli, gigli ovunque. Emma si sentiva pervasa da quell’odore, come se ogni giglio nel giardino le avesse riempito la bocca per intero e si fosse incastrato tra la gola e le narici.
Era il suo fiore preferito, quello che lui gli aveva regalato la fatidica notte in cui si innamorarono.

Provando a non vomitare per quella fragranza troppo forte si arrampicò alla svelta su per l’albero di campagna facendo attenzione a non tagliarsi. Riuscì ad aggrapparsi ad un ramo solido su cui si poggiò senza nessuna esitazione. Quel ramo possente dava la visuale direttamente sulla stanza di un giovane ragazzo che riposava su un letto a due piazze.

- Ti guardo e vedo la mia vita come sarebbe stata – Le lacrime solcavano il viso di Emma, velocemente, senza alcuna insicurezza. I gigli cominciarono a prendere fuoco, tutta la casa stava per chiudersi in una morsa infernale. Emma stava ricordando i giorni che furono. Quando il fumo avvampò per tutta la campagna e loro due furono costretti a scappare.

- Riesco a vedere ancora quel viso spettrale nel fumo. Qualcuno sta dando fuoco ai campi di frumento, mentre mi porti a casa, al sicuro – Furtivamente percorse in punta di piedi il ramo e aprì la finestra facendo attenzione a non provocare alcun rumore. Si sedette sul letto e lo guardò trattenendo le lacrime.
- L’odore del grano bruciato da adesso evocherà te e questo posto. Amore mio, questo è il posto in cui voglio stare. Questo è quello di cui ho bisogno ma solo ora ho capito che non sarà mai mio -
Il brivido e il dolore, oh il brivido e il dolore lasciarono per la prima volta Emma con un vuoto che le serrava il cuore come una pistola puntata dritta contro la sua tempia. Era sola e non aveva altra scelta. Lui non sarebbe più stato suo. Ma lo era mai stato, in fin dei conti?
- Ti vorrei come nei miei sogni, non come nella realtà – Si avvicino delicatamente al suo volto, lo accarezzò e poi lo baciò, consapevole che quella sarebbe stata l’ultima volta. Mentre usciva dalla finestra sussurrò: - Questo goffo bacio di addio mi spezza il cuore. Ma devo guardare oltre, devo farlo per riuscire a farti sopravvivere. Non sarai mai mio, non potrai mai esserlo. La cosa più difficile è immaginare te, felice senza di me. Mi distrugge il cuore –
Il corpo del giovane si mosse, Emma temeva di averlo svegliato ma egli si voltò dall’altra parte posando la guancia contro il cuscino scavato che accoglieva perfettamente la sua gota. Il silenzio tombale ritornò a diffondersi per la camera. Lo guardò un’ultima volta, scrutando i suoi capelli biondi, i suoi occhi azzurri che dispiegavano la terra e il cielo, contemporaneamente erano mare e cielo, erano l’infinito, quella sicurezza che Emma aveva sempre cercato. Erano tutto.
Aprì la finestra mentre piangeva senza riuscire più a fermarsi, e facendo rumore scese giù per l’albero e corse, corse per un tratto che le sembrò infinito. Appena arrivò alla sua macchina si accasciò lentamente per terra. Lui non l’avrebbe inseguita, e anche se l’avesse fatto che cosa sarebbe cambiato? Aveva fatto rumore di proposito, voleva che lui la inseguisse, che reagisse. Ma come poteva? Lei lo aveva lasciato e aveva così finito per rovinare l’unica cosa bella della sua vita. Ma era per il loro bene. Lui non le aveva chiesto neanche le motivazioni, era scomparso, non si era fatto più vedere e Emma aveva scoperto che aveva cominciato a saltare gli allenamenti di calcio e le lezioni di scuola.
Non era più lo stesso, ma in un modo o nell’altro, senza vederla , gli sarebbe passata. Così almeno lei sperava.
Aprì la portiera delle macchina. Accese il cellulare e lesse ancora una volta, stavolta più attentamente, il messaggio di posta elettronica che le era arrivato il giorno prima:



Scaricò gli allegati, li estrasse e li lesse dettagliatamente – Addio per sempre  Joseph– Doveva sbrigarsi a raggiungere il suo appartamento, prendere le cose più importanti, caricare la radio trasmettitrice e cercare di metterla in funzione. Era arrivata l’ora di mettersi in contatto con qualcuno dei suoi vecchi amici. Il passato non poteva essere dimenticato, soprattutto se a tirarlo fuori era chi aveva tentato in ogni modo di nasconderlo e oscurarlo.
 La decappottabile rossa sfrecciò veloce e in un batter d’occhio uscì fuori dalla campagna per raggiungere la città. Emma non era mai stata più pronta di quel momento in tutta la sua vita.
FINE PRIMO TEMPO
INIZIO SECONDO TEMPO














La luce filtrava attraverso la finestra, colpiva il suo volto che ancora una volta non riusciva a reagire.
Era reduce da una delle sue solite crisi. Sempre fastidiose, sempre repellenti, senza mai tregua. Pretendevano di possedere il suo corpo e controllarlo a loro piacimento.

Ogni suo problema, probabilmente, nasceva da queste crisi, la cui origine è  sconosciuta,  ed è nascosta, intrappolata, nel suo subconscio.
Aveva provato più e più volte ad evitarle. Aveva fatto progetti di vita, aveva aperto gli occhi rivolgendoli verso il cielo cristallino senza risolvere mai nulla.
Li fissava al cielo senza mai crederci veramente. Si sentiva a disagio, si sentiva incoerente, un fallito, una persona assolutamente inutile.

Era tornato a casa disperato, si era buttato subito a letto e quando si era alzato aveva lasciato il suo cuore su quel letto. Pensava:
 – Cuore, sei fortunato ad avere ancora un tetto sopra la testa. – E in effetti esso era in qualche modo protetto, niente poteva distruggerlo. Aveva tolto via le coperta di lana pesante e subito dopo anche il lenzuolo. Sopra il materasso aveva riposto il suo cuore, e poi aveva rifatto velocemente il letto. Lo aveva nascosto perché aveva deciso che qualcosa doveva cambiare. Non avrebbe dovuto più avere un cuore, dimenticarlo per sopravvivere, lasciarlo per vivere.
Si alzò e si guardò allo specchio: era diverso. I capelli castano scuro e gli occhi blu erano ancora lì, ma il ragazzo che c’era sempre stato era solo una vecchia visione sbiadita. Le fattezze corporee uguali, le sue emozioni sfaldate.

Prese le valigie e scese le scale. I suoi genitori lo aspettavano,  erano pronti per accompagnarlo in stazione. Il giorno che tutti gli altri avevano aspettato impazientemente era arrivato, ma per lui non costituiva nessuna fonte di gioia. Come si può essere così impreparati alla vita? Così poco vitali, di fronte a qualcosa che deve essere vissuto con entusiasmo e gioia?

I suoi compagni di classe lo avevano convinto a partecipare affinché si potesse raggiungere il numero minimo per organizzare il viaggio.

Raggiunse il gruppo, e i loro volti erano sensibilmente irriconoscibili: grandi sorrisi, preoccupazioni sepolte. Tutto aveva trovato evidentemente il senso che si dovrebbe dare alle cose. Il tutto attenuato da questo viaggio, ogni tensione nella loro vita, ogni pesantezza, svanita.

La sua tristezza in quel dato momento aveva raggiunto ritmi disarmanti, era esplosa vitale e quel viaggio tanto agognato dagli altri costituiva per lui un motivo di disagio. Doversi confrontare con altre persone, doversi muovere tra di essi, camminare, zoppicare, cadere, era un’attrattiva poco invitante. Ma non poteva inventare scuse, era lì e ormai nulla poteva cambiare le circostanze. Così salì su quel treno, silenzioso, e occupò la sua cabina. Aveva 17 anni , e stava vivendo il periodo più brutto in assoluto della sua vita. Aveva appena perso il suo migliore amico, e la ferita ancora aperta aveva assunto dimensioni più grandi del previsto. Aveva perso interesse per tutto, si ero ridotto in un corpo che camminava, o, per meglio dire, tentenna in eterno, ancora e ancora, per cercare di trovare un senso alla sua vita.

Una volta occupata la cuccetta dispose distrattamente le valigie sul cofano e si allungò sul lettino blu, scomodo e poco invitante, che poco si conciliava con il suo sonno. Nessuno degli altri ragazzi si rese conto della sua situazione, ed era lì in balia di un destino che reputava crudele.
“Nessuno si avvicinava neanche  per dirmi – Come stai? – Questo mi faceva soffrire più di ogni altra cosa, essere ignorato, completamente dimenticato.
Loro ridevano, io ero silente. Loro scherzavano, io ero incorporeo. “

Improvvisamente il suo cellulare squillò e quasi svogliatamente aprì il messaggio di posta elettronica che gli era appena arrivato :




Improvvisamente si alzò dalla cuccetta e uscì fuori. – Non posso più partire -  urlò.
- Non posso più partire - Quasi piroettando si gettò tra le braccia dei genitori, che non capivano cosa stesse succedendo. Mark gli mostrò l’email, senza capire se fosse uno scherzo o altro, ed è esclamò – Sembra roba seria. Voi ne sapete qualcosa? -
Le facce dei genitori sbiancarono e riuscirono solo a pronunciare – Vai a prendere i bagagli. Dobbiamo tornare immediatamente a casa-

Fine Episodio.

7 commenti:

  1. Wow wow wow wow veramente la tua scrittura ogni volta emoziona me lo ricordo ancora amo il tuo stile che proietta le immagini di ciò che racconti.Bene la storia è molto misteriosa e ci sta, mi piace molto questo genere sci-fi unito al romanticismo di cui ricordo eri fiero...ho trovato simili ad alcuni tuoi vecchi scritti...non dico il progetto ma alcune specie di Emma mi hanno colpito...veramente bello e bravo questo episodio cosa nasconderà questa Londra Perfetta? Non mi sembra nulla di buono ma solo sensazione chissà! Adoro che hai messo una divisione come se fossi al cinema mi piace è particolare e fa capire comunque uno stile diverso...ripeto descrivi molto moltissimo e la scena di Emma l'ho amat particolarmente. Ho notato alcuni aspetti filosofici sulla ricerca continua dell'uomo di togliere il male da esso ma il male è parte dell'uomo e tu hai saputo unirò a con un ambientazione sci-fi e non è da poco veramente complimenti la première voto 9 aspetto cn ansia il seguito....Michele

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  2. Tanto x iniziare Tantissimi complimenti e in bocca al lupo x questa nuova avventura!!!La storia è molto interessante ed abbastanzza originale!!!Il prologo in cui hai spiegato il progetto della PCC mi è piaciuto un sacco e molto dettagliato!!!X quanto riguarda i personaggi mi è piaciuto molto Mark,mentre x quanto riguarda Emma l'ho trovata molto confusa la descrizione!!!Non sono riuscita a capire se era realtà o se un sogno o se entrambe le cose!!!
    Cmq ottimo uso delle parole,anche se a volte forse ti perdi un pò troppo nei dettagli!!!
    Nel complesso cmq mi è piaciuta la storia e spero di leggere presto la continuazione!!!

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  3. Ciao! Mi piace la storia,è originale e diversa dalle solite che si leggono in giro. Tutta questione di bambini perfetti è intrigante, soprattutto prologo,l'innovazione e la necessità di dover creare un nuovo mondo con persone migliori senza male. Sarebbe bello, ma come tu dici impossibile. Mi piace come scrivi, però forse ti perdi troppo in descrizioni di stati d'animo, che diventa un pò pesante a lungo andare. Infatti ho preferito Mark a Emma, anche perchè di Emma non ho capito tanto se non che era triste. Comunque è solo piccolo appunto, per il resto ripeto complimenti, bella idea e sono curioso di leggere seguito.
    Ciao ciao!

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  4. Mi sono praticamente mangiata l'episodio *-*
    Sembra tutto così reale!
    Il tuo modo di scrivere è bellissimo e delicato. Lascia qualcosa dentro all'anima del lettore.
    Sono curiosa di sapere cosa faranno i due protagonisti nella Londra Perfetta. E sono curiosa di OGNI COSA!!
    Non vedo l'ora di leggere il secondo episodio!!!!!!!

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  5. Wow, non mi sarei mai aspettato questi riscontri da parte vostra. Grazie mille per aver commentato questo episodio e soprattutto Grazie per quelle sottigliezze che io non sono riuscito a cogliere.

    Michele : Sono veramente entusiasta che ti sia piaciuto così tanto. Come hai scritto, io cerco sempre di proiettare esattamente il pensiero così come nasce nella mia testa. Ovviamente so che è impossibile riuscirci ( se quando pensassi il pensiero assumesse già forma scritta non sarebbe la cosa più bella del mondo? ). Ma sarebbe troppo semplice e io amo tutta la fatica del trasformare i semplici scritti in parole, amo tutto il lavoro che c'è dietro. Hai colto veramente dei lati nascosti e sono felice che ti sia piaciuta così tanto la parte di Emma. D'altronde sta lasciando la cosa più importante della sua vita, e ho cercato di descrivere la sensazione al meglio, un pò poeticamente, un pò illusoriamente ( forse anche qui qualche aspetto Filosofico? ). Ti ringrazio ancora per la recensione favorevole, e per il voto esorbitante che mi hai attribuito. Spero che possa andare sempre così :) Grazie ancora Michele.

    Sandra Piazzese: Crepi il lupaccio :P e grazie mille per la recensione. Sappi che è' la prima esperienza del genere che faccio, quindi suppongo che devo acquisire ancora un bel pò di esperienza. Sono felice che ti sia piaciuta la prima parte, ho cercato di spiegare il più dettagliatamente possibile il mondo in cui la storia si svolge ( anche se avevo paura potesse risultare noiosa. ) Mi dispiace che la parte di Emma ti sia risultata così confusa, ma devo dire che anche io ci ho messo un bel pò di impegno per rendere la cosa tale e me ne dispiaccio haha praticamente la scena è reale: Emma va veramente lì ma mentre lo osserva vive un flashback, ricorda di un evento passato in cui erano in quella stessa casa e scoppiò un incendio. Ho cercato di farlo sembrare il più real possibile ma a quanto pare non sono riuscito a far capire che era solo un ricordo. Riguarderò assolutamente quella parte cercando di cambiare qualcosa.
    Per quanto riguarda i dettagli è vero ma sono parte di me e non riuscirò mai a farne a meno. Questo fa sembrare il tutto più come un libro che come una serie tv che sono piene di dialoghi vero? Ci lavorerò e cercherò di integrare meglio il tutto. Spero che il prossimo episodio ti possa colpire di più, grazie mille per aver letto l'episodio e aver commentato *-*

    Alexander: Wow sono felicissimo che ti sia piaciuta l'idea innovativa *-* volevo creare qualcosa di nuovo, soprattutto ispirandomi a dei libri che ho letto ultimamente. Ci sarà modo di approfondire la figura di Emma e magari giustificherai il perchè del suo comportamento così "esagerato". Grazie alexander di cuore per averlo letto e averlo recensito *-*

    Giulia: Wow, ma... ma... grazie mille!! Il tuo commento mi ha fatto sorridere di felicità. Sei stata gentilissima,e sapere di aver lasciato qualcosa... non so, mi rende felice. <3 Grazie mille per il tuo commento e -7 per il nuovo episodio.

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  6. bellissimo, ogni frase che hai messo è ineccepibile...non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo!!

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  7. Grazie mille, sono veramente felice che ti sia piaciuto.
    Spero possa essere lo stesso con il prossimo episodio.

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